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Tutto quanto leggerete è frutto della mia fantasia e, ogni riferimento a fatti è puramente casuale, ci sono cose mischiate nel tempo

i cui avvenimenti mi hanno ispirato a scrivere quanto sotto leggerete. Riporto qui tutto quanto ho scritto nella pagina del Cavaliere Solitario

di Facebook, anche frasi e parole degli amici, dei giornali, che più mi hanno colpito.

Massima

Massima del Cavaliere Solitario:

L'amore che nasce nel virtuale è come una sottile lastra di vetro che si frantuma a contatto della realtà.

Il Cavaliere Solitario

mercoledì 17 ottobre 2012

A Rosy


E’ tanto che ci penso,
ma forse è giusto che scriva qualcosa anche di lei.
Quando tanti anni fa, fui assunto dove lavoro
trovai una collega con cui non andavo molto d’accordo.
Fu l’unica che mi diede le prime spiegazioni
su come funzionava la ragioneria,
che a scuola non ci avevo capito un tubo,
quando facevo i compiti in classe copiavo dagli altri.
Quando si sposò, lo fece con immensi sacrifici,
comprò una casa e si mise un mutuo più grosso di lei
sulle spalle, poi vennero due bambine che accudì con amore.
Discutevamo spesso a causa del lavoro che si bloccava
perché lei non era sollecita ad espletare la sua parte di lavoro.
Ma ero troppo stupido per capire che era stanca,
lei faceva le due di notte per stirare i panni e mettere a posto la casa.
Lo vedo con mia moglie che non si ferma mai tutto il giorno,
io non potrei mai reggere quel ritmo.
Poi ci dividemmo e fummo trasferiti in uffici diversi e raramente la vedevo.
Si faceva 100 km al giorno per andare al lavoro
per una strada pericolosa sopportando uno stress non indifferente.
Ogni volta che ci penso, mi chiedo quanto sia valsa la pena
discutere per colpa del lavoro.
Ci troviamo qui nel mondo del lavoro, in questa giungla
in cui non si guarda in faccia a nessuno,
in cui si perde il senso dell’umanità,
in cui non si pensa più che davanti si hanno delle persone
con i loro pregi e i loro difetti, con i loro problemi
familiari ed economici.
Soprattutto qua, regna l’arrivismo e l’indifferenza
la ripicca e l’abuso di potere.
Un giorno mi dissero che era caduta sul posto di lavoro
caduta come su un campo di battaglia
dove i più deboli e i più buoni soccombono
e i più cattivi ed egoisti sopravvivono.
Cantava sempre una canzone di una pubblicità:
gigante pensaci tu
come dire io non posso fare niente contro questo mondo
diventato così crudele e cattivo.

Il cavaliere solitario

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