Il Web visto da Antonino

 Web visto da  Antonino

Europa Europa

Il web non e' sesso e perversione, ma amicizia,

amore e unione tra i popoli.

Il Cavaliere Solitario

 

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NOTE SU QUANTO SEGUE

Tutto quanto leggerete è frutto della mia fantasia e, ogni riferimento a fatti è puramente casuale, ci sono cose mischiate nel tempo

i cui avvenimenti mi hanno ispirato a scrivere quanto sotto leggerete. Riporto qui tutto quanto ho scritto nella pagina del Cavaliere Solitario

di Facebook, anche frasi e parole degli amici, dei giornali, che più mi hanno colpito.

Massima

Massima del Cavaliere Solitario:

L'amore che nasce nel virtuale è come una sottile lastra di vetro che si frantuma a contatto della realtà.

Il Cavaliere Solitario

giovedì 2 aprile 2020

LA TESTIMONIANZA DELL’INFERMIERA

Lavoro in ospedale, le scrivo perché, da cittadina volverese vorrei descriverle una giornata tipo. Una come tante, in questo periodo. Ma non vorrei descriverle quello che stanno passando i media: numeri, statistiche, decreti e divieti. Vorrei farlo visto dal lato del paziente Covid positivo e degli operatori. Il Covid è molto più che un virus subdolo.
Siamo un paese che sa solo lamentarsi per qualsiasi cosa, mai contenti di nulla. Sembra che la quarantena sia un castigo anziché una protezione per ognuno di noi. Se lo riterrà opportuno, potrà condividerlo lei, per sensibilizzare.
Che bello essere chiamati angeli, ma chissà se poi lo siamo davvero.
È un sabato mattina di una settimana di allerta Covid-19. Finalmente un giorno di riposo dopo tanto lavoro. Finalmente puoi dedicarti alla famiglia. Per te la quarantena non esiste, non esiste il divieto ad uscire e non è mai esistito. Tu devi lavorare, sei preziosa dicono. E invece no, niente riposo. Arriva la chiamata. Si deve andare. C’è bisogno di coprire turni. Il lamento è d’obbligo, non vorresti, ma si fa. Mentre ti prepari, rifletti che marzo non è stato affatto clemente: turni di 12 ore, ferie annullate, riposi ma cosa sono i riposi?
Arrivi in ospedale, qualche figura nei corridoi, ma ancora troppa gente in giro. Arrivi al reparto critico, quello dove sono ricoverati i pazienti positivi. Tutto blindato, suoni. Ti apre la collega che è li da ieri sera. Stremata, viso segnato dalla mascherina e gli occhiali, prendi consegna e la congedi. Deve riposare. Suona un campanello. Ti sporgi alla camera interessata, chiedi il motivo della chiamata, rassicuri che presto entrerai, e vai a vestirti. La vestizione è lunga, ci si deve bardare molto bene e non si possono commettere errori di trascuratezza.
Entri dalla paziente, la conosci e la saluti. Ha un casco sulla testa, si chiama C-pap. Serve per respirare meglio, non ha molte speranze e il monitor al quale è collegata ne dà conferma. Ma la paziente è cosciente, lucida e orientata nel tempo e nello spazio, ma soprattutto sa che sta per morire. Lo sa, lo percepisce e lo sente. Parli un po’ con lei.
Non mangia da giorni. Questa mattina chiede la colazione. Ha un diabete non controllato e vuole due fette biscottate con la marmellata. Sarà certo il diabete il suo peggior nemico ora? E riferisci alla collega di passarteli.
Quello sguardo implorante ti uccide. Distogli ogni tanto gli occhi da lei per non morire dentro…
Mentre le sistemi i cavi dei parametri vitali, lei ti prende la mano…”Amore, sei mamma?”. “Si, di due ragazzi”.
“Allora puoi capire cosa sto provando?”.
“Posso provare, ma se vuoi, puoi descrivermelo… ti ascolto”.
“Ho quattro figli e sono sempre stati tanto mammoni. Un rapporto bellissimo, anche perché gli ho fatto da madre e da padre, visto che sono rimasta vedova da giovane. Non ho paura di morire, non vorrei solo soffrire. Ma un giorno, uno dei miei figli è venuto a trovarmi e non lo hanno più fatto entrare.. è stato obbligato, non una scelta. Non ho potuto vedere più i nipoti, le nuore nessuno. Io qui, loro a casa. Non ho potuto dir loro quanto bene gli voglio”.
“Ma chiamali al telefono e diglielo”.
“Si, ma non è la stessa cosa”.
“E vabbè, però ti sentono, ti parlano ed è già qualcosa, meglio di niente”.
“Li chiamo ogni giorno, li sento che stanno soffrendo perché non possono stare con me fino alla fine”.
Entra il medico, la visita e squilla il telefono, è uno dei figli. La paziente gli dice “c’è il medico, te lo passo”. Il medico descrive al figlio la situazione. È davvero critica. Alla signora viene detto che dovrà essere intubata presto e che non ha molto da vivere. Il figlio chiede di poterla vedere per un ultimo, breve saluto. Non è possibile. il Covid non decide su chi posarsi, si insinua su chiunque.
Il medico esce dalla stanza e la signora piange disperata. Mentre è ancora al telefono con il figlio, il figlio piange con lei. Lei ha sempre su di te quello sguardo implorante, come volesse chiederti di fare qualcosa e chiedi di passarle il telefono. La signora ha un telefono vecchio, non è anziana, ma nemmeno tecnologica, non puoi avvicinare il telefono all’orecchio, quindi non sai cosa ti risponde il figlio, ma quello sguardo ti ha trapanato e non sei soltanto un operatore, sei mamma, sei figlia.
Dici al figlio: “Radunatevi tutti e quattro, ma proteggetevi con le mascherine. Fatelo prima che potete e poi chiamate in video chiamata questo numero”.
E gli dai il tuo e vi farò vedere mamma. È poca cosa, ma almeno non sarà una cosa interrotta di netto, e la potrete vedere.
Gli dici che sarai li per altre dieci ore e di richiamare più volte se non rispondo subito. Non passa neanche un’ora e la collega dice che dalla borsa sta squillando il tuo telefono. Tu sei sempre vestita e sempre in quella stanza, non sei mai uscita e le chiedi di prendere il cellulare, metterlo in un sacchettino, disinfettarlo e passartelo.
Apri la video-chiamata e tutti e quattro i figli lì. La paziente non se lo aspettava ed è felice come una Pasqua e tu con lei. Si parlano un bel po’, si raccontano, si dicono ti amo e lei desatura spesso perché si sta affaticando, ma sai il destino nefasto, non te la senti di chiedere di chiudere. Già una volta sono stati obbligati a tagliare, ora vuoi che la decisione sia la loro.
La chiamata dura circa mezz’ora ed è come se un cerchio si fosse chiuso, quello che doveva essere è stato… lei aveva resistito solo per loro, per vederli, per salutarli. Hai il cuore in mille pezzi. Pensi a te e ai tuoi figli e comprendi tutto..ogni sua preoccupazione.
Ti prende la mano, ti dice grazie, veglierò su di te, per quello che hai fatto. E fai fatica a non piangere. La paziente si spegne. Decidi di uscire e lasciare ai colleghi il resto. E vedi che, come le procedure prevedono, la cospargono di disinfettante, la avvolgono in un lenzuolo e la portano in camera mortuaria. Sola..sola..i suoi effetti personali messi in triplice sacco nero andranno inceneriti.
È domenica mattina. L’agenzia di pompe funebri è venuta a prendere la salma. Uno solo dei figli presente, a debita distanza. Non l’ha più vista da quella video chiamata. Dà indicazioni all’incaricato e vanno via… la sua macchina svolta a destra, la salma va a sinistra..sola. Non ce la fai, quello è troppo. E se fino ad ora non avevi pianto, ora non ce la fai.
A casa apri Facebook. Lamentele ovunque. Vi hanno negato la libertà, il bimbo non può andare più al parco, il cane passeggia troppo in là da casa e non si trova più lievito. Quanta ignoranza, quanti pochi problemi ha la gente, ma su una cosa ancora siamo fortunati: a noi ci saranno state anche negate delle cose, dovremmo anche fare sacrifici, ma almeno noi abbiamo ancora la dignità, un diritto che il Covid-19 ti toglie, senza poterti lamentare. Un diario dalla prima linea.

Coronavirus:al telefono l'ultimo 'ti voglio bene' alla madre

(ANSA) - TORINO, 25 MAR - "Non auguro a nessuno di vedere ciò che sto vedendo in ospedale nelle ultime settimane". Lo scrive Noemi, infermiera della Terapia intensiva dell'ospedale Martini di Torino, che in un lungo post su Facebook racconta la video telefonata, "probabilmente l'ultima", tra una figlia e la mamma ricoverata. "Brividi e lacrime di unica emozione!!", dice l'infermiera, sicura che non dimenticherà mai quegli attimi.
Da una parte, scrive l'infermiera, quella mamma accerchiata da operatori sanitari completamente bardati fino a non poterne scorgere neanche il viso, un monitor che suona di continuo, un casco in testa che non permette di parlare, un respiro difficile e affannoso, la stanchezza dovuta alla malattia...". Dall'altro "parole dolci e tristi - prosegue il racconto dell'operatrice sanitaria - leggere e pesanti allo stesso tempo: 'sei sempre stata una guerriera mamma, non mollare mai, siamo tutti con te!'".
L'infermiera è lì accanto, dietro la mascherina. "Non importa chi venga colpito e a quale età, questo virus molto velocemente separa legami fino a spegnerli anche definitivamente", sottolinea Noemi. "Se solo fosse possibile far provare a tutti quell'emozione, sarebbero in molti a dire quel 'ti voglio bene' in più...- è la sua convinzione -Sarebbero in molti ad essere più comprensivi col prossimo, non solo con noi infermieri, tanto immeritatamente bistrattati in giorni di pace quanto troppo osannati in giorni di guerra, ma con tutti quanti, dall'impiegato delle poste alla vicina rompiscatole... E sono sicura che sarebbero in molti a cominciare a fare la cosa giusta... E non perché glielo impone un decreto. Sembra una sottile differenza, ma vi assicuro che non lo è" (ANSA).

 

domenica 15 marzo 2020

Da Rosanna

Tra qualche anno ci ritroveremo tra le pagine dei libri di scuola e non so cosa verrà scritto. Ma so cosa ricorderò. Ricorderò che gli italiani sono stati definiti untori da paesi come la Germania da cui proviene il paziente zero e del quale ha ben taciuto l'esistenza. Ricorderò i francesi che ci hanno deriso, poco prima di 'puffare' il virus. Degli americani che ci vogliono dar lezioni, mentre devastano gli altri paesi e lasciano morire i loro connazionali che non hanno l'assicurazione per curarsi. Ricorderò anche gli italiani che scappano impauriti, quelli che non rispettano le direttive.e quelli irresponsabili. Ma soprattutto ricorderò quelli che non si sono potuti fermare un attimo neanche volendo. Medici, infermieri, oss, forze dell'ordine, vigili del fuoco, farmacisti e parafarmacisti. Mi ricorderò dei commercianti e dei professionisti che invece hanno deciso di chiudere solo per coscienza civica, rischiando di non sopravvivere economicamente. Gli insegnanti di tutti i livelli, gli educatori e i genitori che cercano di orientare e orientarsi in questo caos. Della generosità di chi ha donato in favore degli ospedali. Mi ricorderò di un paese come la Cina, che in molti abbiamo sottovalutato, darci un esempio incredibile di efficienza e disciplina e una prova di solidarietà e generosità veramente grande, che in pochi si sarebbero aspettati. Chissà se i libri di scuola racconteranno della vigliaccheria dell'Europa, dei tagli che abbiamo fatto alle colonne portanti del nostro paese, per ingrassare le casse di quei paesi che ci hanno letteralmente preso a calci nel sedere. Quando tutto sarà passato, perché passerà, ricordiamocelo tutti quanti che ci siamo rialzati, nonostante gli sgambetti. Rialziamo la testa e tendiamo la mano solo a chi ce l'ha tesa. Agli altri che resti solo uno stivale da guardare e lucidare e che sia tricolore naturalmente 🇮🇹🇮🇹🇮🇹
Una citazione anonima che voglio condividere con tutti i miei amici fb.

Mi devo ricredere

Sinceramente mi devo ricredere, ho sempre considerato i Cinesi un popolo scontroso, non fa amicizia con nessuno, se ne stanno per conto loro, ti parlano solo se riguarda il loro lavoro, il commercio, discutibile quello che vendono.
Ma chi ci sta aiutando?
L’Europa non riesce nemmeno ad aiutare se stessa, invenzione dei potenti e delle banche, invidio la Gran Bretagna che ne è uscita fuori, non devono nemmeno cambiare moneta in quanto non l’hanno mai cambiata con l’Euro.
Che cosa sta facendo l’Europa, sta coprendo il numero effettivo dei loro contagiati per, a loro dire, non seminare il panico, ma così facendo presto si ritroveranno nelle nostre condizioni.
Non si riesce più a ragionare indipendentemente dalle Borse e dal Denaro, la paura di perdere denaro oggi, farà perdere più denaro domani.
I Cinesi, nonostante quello che hanno passato, criticati per il loro regime, ci stanno aiutando, stanno collaborando per far si che usciamo anche noi dalla crisi.
Ci stanno mandando mascherine e attrezzature, loro a tre oceani di distanza e l’Europa?
L’Europa troppo concentrata a salvare se stessa, a salvare le borse, i deficit, gli euro, i parlamentari europei, figuriamoci se si può occupare degli altri.
Seguitiamo a criticare i paesi che chiudono le loro frontiere ma credo che quella sia l’unica soluzione a fermare questa pandemia che ci sta sovrastando.
Nessuno parla più degli extracomunitari che approdano sulle nostre coste, ma si critica la Turchia che cerca di rimandarli al loro paese, non c’è mai stata una strategia comune per evitare l’immigrazione come non c’è ora una strategia comune per combattere la Pandemia del Corona Virus.
Di sicuro ce la faremo, ma a quale costo? La gente continua a non capire, a minimizzare, continua ad andare in giro nonostante le leggi, le raccomandazioni, l’Italiano deve infrangere le regole, lo ha sempre fatto e sempre lo farà, l’Italia è il paese dei furbetti, il furbetto del cartellino, ora il furbetto del Corona Virus.
Il Cavaliere solitario

giovedì 20 febbraio 2020

I Dettami di Gondor

Un Cavaliere di Gondor protegge il tempio di Themis "Antonino"
Un Cavaliere di Gondor difenderà tutti i deboli "Arianna"
Un Cavaliere di Gondor adempie ai doveri del Clan "DanaKnick"
Un Cavaliere di Gondor non mente mai e tiene sempre fede alla parola data "Durwill"
Un Cavaliere di Gondor affronta ogni avversità con coraggio e virtù "Elihas"
Un Cavaliere di Gondor pone la propria vita per proteggere la propria principessa le dame e tutti i confratelli "esch"
Un Cavaliere di Gondor non da lezioni a nessuno, non è presuntuoso, non prevarica "Faennon"
Un Cavaliere di Gondor ha rispetto per i propri superiori e non discute gli ordini impartiti "Freeman"
Un Cavaliere di Gondor non è avventato e affronta i pericoli con giudizio "Granpasso"
Un Cavaliere di Gondor non combatte mai da solo ma sempre al fianco degli altri Cavalieri "Kailuah"
Un Cavaliere di Gondor non colpisce mai alle spalle "maragorn"
Un Cavaliere di Gondor non affronta mai un nemico che sia disarmato "SyIvan"
Un Cavaliere di Gondor da sempre la possibilità a un nemico di difendersi quindi non usa archi, balestre o armi da lancio "Nataniel"
Un Cavaliere di Gondor ha sempre rispetto per il proprio nemico chiunque esso sia "Ramingo"

Io crederò a tutto ciò che il Tempio insegna ed osserverò tutti i suoi comandamenti...io sono un Cavaliere...io sono un Cavaliere di Gondor.
Estel
Sir Antonino
Generale di Gondor
Primo Cavaliere di Gondor

Giuramento degli Antichi Cavalieri

Un cavaliere giura di essere valoroso,
il suo cuore conosce solo la virtù,
la sua spada difende gli inermi,
la sua forza sostiene i deboli,
le sue parole dicono solo la verità,
la sua ira abbatte i malvagi.
io , levo alta la spada della luce, per depositarla ai tuoi piedi come testimonianza del mio giuramento…
io …, lo giuro per la difesa della verità, per la giustizia.
Contro gli oppressori, contro i mietitori di immoralità ed i corruttori dell`innocenza,
contro la falsità, contro i traditori…contro la menzogna
io , giuro di impegnare la doppia spada di giustizia:
quella della parola splendente
e quella dell`acciaio levigato e fulminante.
Ma Giammai io attaccherò per primo,
Giammai io provocherò per primo.
Tre volte io sopporterò l`ingiuria,
Tre volte io ignorerò il disprezzo,
Tre volte io ignorerò la menzogna…
ma quando la mia Spada di Giustizia brillerà nel sole…
come un colpo di luce venuto dal cielo…
come un Angelo purificatore…tacerà la parola.
Allora non indietreggerò di un solo passo,
non mi fermerò che dopo il silenzio dell`oppressore…
davanti ai ranghi e ai miei compagni, io …, lo giuro
mai rinnegherò questo Mio Giuramento…
Chiunque lo rinnegherà, sarà rinnegato.

L’educazione di oggi

Purtroppo è l'educazione di oggi, fin da bambini si può fare tutto, non esiste più questo si può fare, questo non si può fare, il rispetto per le persone più grandi, il rispetto per le autorità, quella sana sberla che i nostri genitori ci mollavano quando ci voleva.
Tutto questo si riflette sulla vita di oggi, sul comportamento dei giovani che stanno venendo su come tanti teppisti fuori legge, che odiano la polizia, le autorità e una qualsiasi parvenza di regole da rispettare o da seguire.
Bene si è fatta la rivoluzione contro i nostri genitori che a nostro avviso sono stati troppo severi con il risultato di creare una generazione di delinquenti.
I Videogiochi non fanno altro che riflettere la vita reale portata nel gioco e chi crea giochi del genere di sicuro non potrà essere la speranza di un domani per un mondo migliore, già i giovani dovrebbero essere la speranza di domani, la società di domani, coloro che sanno che rispettando la natura e il prossimo faranno si che la terra continui ad esistere.
Invece si continua a dare fuoco alle foreste fonte di ossigeno, si continua a sfruttare la terra a proprio piacimento, siamo riusciti perfino a spostare l'asse terrestre provocando uno sconvolgimento del clima che non ha precedenti, tutto questo per avidità di denaro, di potere e di ricchezze, ma di che ci lamentiamo quando vedo anche nel nostro piccolo gente che spreca acqua a catinelle per annaffiare l'erbetta del proprio giardino e potrei continuare per ore con il rischio di annoiarvi.
Il Cavaliere Solitario

Gli angeli che aiutano i giovani

In un mondo spietato come quello della moda, esistono gli angeli che aiutano i giovani, io non lo avrei mai creduto se non lo avessi visto con i miei occhi.
E’ la cosa giusta da fare, in fin dei conti il mondo di oggi sarà il mondo di domani dei giovani di oggi.
Non è come una volta che ti dovevi andare a cercare un lavoro a tutti i costi perché la famiglia non poteva sostenerti.
Oggi i giovani possono sognare, ma se non c’è qualcuno che gli da una possibilità, solo una possibilità, una possibilità che non ti da nessuno, i sogni sono destinati a svanire e a dissolversi come l’aria nel passare del tempo, come la sabbia del deserto che passa attraverso le tue mani senza che ci rimanga niente da stringere.
Beh , io non lo sapevo ma questo qualcuno esiste ed io l’ho visto con i miei occhi, qualcuno che ha capito che piano piano dobbiamo metterci da parte per lasciare il posto ai giovani perché abbiano la possibilità di creare un mondo migliore, un mondo meno spietato, un mondo in cui torni la solidarietà che c’era una volta.
Ho visto negli occhi di quelle ragazze che vogliono fare le modelle, la speranza, la voglia di arrivare, e alla fine qualcuna ce la farà soprattutto perché persevererà nell’inseguire quel sogno.
I treni della vita passano in fretta e si fermano pochi secondi, nemmeno il tempo di riflettere se vale la pena prendere quel treno ed io per un attimo sono salito su quel treno e ho visto tutti questi giovani e soprattutto qualcuno che cerca di aiutarli, e questi qualcuno sono molto pochi.
Il cavaliere solitario

Tornare indietro

Si potrebbe tornare indietro in tempi lontani quando non esisteva l’elettricità,
che si andava a letto al tramonto e ci si svegliava all’alba, senza Smartphone,
senza televisione, che si viveva in modo semplice, che si campava con poco
e che si viveva secondo i valori della famiglia, dell’onestà, tempi in cui non aveva
senso fare del male al prossimo o approfittarsi del più debole.
Io credo che un giorno ci si dovrebbe fermare prima di cadere in un
baratro sempre più profondo, ma so che questo non accadrà mai perché è insito
nell’uomo non ammettere mai quando sta sbagliando.
Vedo una totale indifferenza da parte di tutti di fronte a tante brutture, gesti insani,
il maltrattamento di una donna fino addirittura ucciderla, il continuare a trattarla
come un oggetto da possedere e da distruggere quando si giudica che il giocattolo
è rotto ed è ora di gettarlo via senza però finire di distruggerlo.
Quella mancanza di rispetto che non ti insegnano più, quel violare l’innocenza dei bambini
inconsapevoli e fargli iniziare la vita con un incubo che li perseguiterà per tutta la vita.
Tempi in cui non si crede più a niente e a nessuno, che tempi sono questi,
e verso dove stiamo andando e dove arriveremo, forse a una guerra nucleare che distruggerà
tutto e tutti creando un deserto senza fine in cui prevarrà la legge del più forte e uomini
che continueranno ad infierire sui più deboli, chiediamoci se questa è vita e se sia giusta
la direzione dove stiamo andando.
Una volta si predicavano l’amore, la solidarietà, l’aiutare il prossimo, quello che ha
veramente bisogno di aiuto e come si fa oggi, tempi in cui non si riesce a distinguere più
chi ha veramente bisogno.
Io vorrei solo che rifletteste su tutto questo anche se è molto difficile frenare quella caduta
nel vortice di questa vita malsana che ci circonda, ma almeno essere più consapevoli di quello
che sta succedendo.
il cavaliere solitario

L'ULTIMO MESSAGGIO DI NADIA TOFFA

Se si potesse vedere il mio corpo oltre le apparenze so' che non riuscireste a riconoscere il mio volto, fa' male in ogni secondo che respiro, ho dolore ovunque, il mio corpo fa' male ed io non posso farci nulla, lui ha deciso di fare il suo corso senza di me!
Che mi stà succedendo? voglio vivere, essere libera di vivere come è libera la mia anima, la mia mente e il mio corpo voglio vivere,respirare,gioire,voglio abbracciare questa vita e goderne di ogni singolo secondo come dono,ma sono stanca, non ci riesco, devo riposare,se riesco,il riposo è diventato un traguardo da raggiungere,ogni singolo cm del mio corpo fa male, voglio reagire cerco di farlo ma poi ritorno sul mio letto!!!
Vedo la vita in modo diverso, tutto mi è diventato banale.... potere soldi liti invidie desideri stupidi,ahhhhh se questa umanità capisse la vita che è un dono e quanto darei per viverla senza questi dolori,senza la malattia !
Perché si passa una vita intera a rovinarla rincorrendo obiettivi terreni? quando il vero obiettivo è la vita in sé?Inizio a dialogare con Dio, Signore mio, che sarà di me? della mia vita? della mia famiglia?
In quei momenti mi rendo conto che nulla è mio, mi era solo in prestito,mi aggrappo a Dio, inizio a vedere la vita dall'alto al basso,mi affido completamente nelle braccia di Dio, mi rendo conto che era li,,il mio posto dal mio primo respiro!Alla fine ciò che conta è come l'hai affrontata questa vita.Contano gli esempi dati, i ricordi che lasci,gli affetti curati,i legami creati,,,conta
l' impronta che lasci su questa terra
RINGRAZI CHI TI HA DONATO UN SORRISO E PERDONI CHI TI HA DATO ALTRO

Lettera di Padre Livio a Gesù Bambino

Caro Gesù Bambino
in questi giorni, in cui nella nostra società molti festeggiano il Natale, senza sapere chi è il festeggiato, da povero italiano non ho timore di rivolgermi a te, ben sapendo che solo tu sei in grado di concederci le grazie di cui abbiamo bisogno. A chi infatti dovremmo chiederle se non a te? Sei l’unico che è rimasto credibile in questo mondo, dove tutti promettono e nessuno mantiene.
Non mi lascio ingannare dal modo umile e discreto con cui sei entrato in questo mondo. Apparentemente sei venuto a mani vuote al freddo e al gelo di una grotta, a stento riscaldata da un bue e un asinello. Deposto in una mangiatoia, non stavi meglio di tanti bambini che fuggono dalla fame e dalla guerra verso le nostre contrade. Eri privo di tutto, ma avevi vicino a te due persone meravigliose, come mai ce ne sono state: tua madre Maria e il tuo custode, Giuseppe, che ti guardavano incantati, ben sapendo quale dono in quel momento il Cielo aveva fatto alla terra.
Sei nato povero fra i poveri, bisognoso di tutto, ma hai arricchito il mondo con la tua presenza. Venendo in mezzo a noi ci hai fatto il regalo più grande che potessimo desiderare. Tu, Bambino Gesù, sei la nostra luce, la nostra salvezza, la nostra pace. A Natale hai dato al mondo in regalo te stesso. Lo ha annunciato l’angelo ai pastori assopiti, improvvisamente svegliati da una musica celestiale: ”Vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore”.
Caro Gesù Bambino, sei tu il regalo di Natale che vorrei chiedere in primo luogo per il mio paese, per questa Italia che ha regalato il presepe al mondo, ma che adesso lo proibisce negli asili e nelle scuole e che si mostra sempre più insofferente per tutto ciò che ti riguarda. Qualcosa di strano e di pericoloso sta succedendo da qualche tempo. Proprio nelle nazioni dove il tuo Vangelo ha prodotto i frutti più belli di fede, di carità e di civiltà, è scesa una nebbia spessa che ti copre e ti oscura, come se la gente si fosse stancata di te. Sono sempre meno le persone che ti ricordano. Sono pochissimi quelli che sanno che il giorno di Natale è quello del tuo compleanno. Quando vado al supermercato faccio fatica a trovare una scritta di “Buon Natale” da appendere sulla porta di casa. Pare che la nostra società ti abbia privato del permesso di soggiorno. Non puoi immaginare quanto ci rimanga male. Tu forse ci sei abituato perché, da quando hai posto la tua tenda in questo mondo, sei divenuto un perenne fuggiasco.
Non mi rassegno però al fatto che tu te ne debba andare anche dalla nostra bella Italia. Mi chiedo che cosa saremmo senza di te. Che cosa ne faremmo di decine di migliaia di chiese vuote, che verrebbero messe in vendita a prezzi stracciati, trasformate in moschee o in discoteche, o addirittura rase al suolo per non pagare la tassa sul fabbricato? Che ne sarebbe delle nostre meravigliose opere d’arte, che tutto il mondo ci invidia, dove Tu e tua Madre siete stati la scintilla che ha acceso il genio di innumerevoli pittori e scultori? Che ne sarebbe della nostra lingua e della nostra letteratura prive dell’anima cristiana che l’ha alimentate, facendo di esse un patrimonio inestimabile dell’umanità? Senza di te, caro Gesù Bambino, la nostra Italia diventerebbe un cumulo di macerie, un deserto senza vita, infestato da serpenti e da scorpioni.
Non te ne andare Bambino Gesù. Ti diamo la cittadinanza italiana, ti esentiamo dalle tasse, ti procuriamo una casa e un lavoro, ma non te ne andare. Vedo che non ti lasci convincere. Vuoi qualcosa d’altro. Ho capito, non ti interessano le nostre cose, ma i nostri cuori. In questo Natale vorresti trovare un posticino nel cuore di ogni italiano. In fondo che cosa ci costa?
Dovremmo solo fare un po’ di pulizia , tirare via il marcio, raccogliere la spazzatura e portare tutto in quel luogo benedetto dove il tuo amore tutto brucia e consuma. Questo è ciò che desideri, ciò che chiedi, ciò che ti aspetti da questa Italia che da due millenni ricolmi di doni. Vorresti che mettessimo da parte i pregiudizi, le cattiverie, le guerre che non ci stanchiamo di farti ormai da troppo tempo. Che cosa ci abbiamo guadagnato a mettere al tuo posto Babbo Natale, a sostituire le pecore con le renne, a chiamare festa d’inverno la tua venuta in mezzo a noi? Il bilancio è fallimentare. Siamo poveri e disperati.
Ritorna Gesù Bambino. Senza di te siamo perduti. Vieni con il tuo sorriso a ridarci la speranza. Porta la tua famiglia in mezzo a noi, perché ci siamo dimenticati che cosa sia una famiglia. Porta la tua pace nei nostri cuori senza pace. Ti prego, lasciati convincere. Lo so bene che non siamo moltissimi che desiderano la tua venuta. Anche oggi, come al tempo di Erode, quelli che abitano nei palazzi ti hanno in antipatia. Lo sanno che tu sei un rubacuori e sono invidiosi. Ma anche fuori dai palazzi già si preparano a trasformare il tuo Natale in una festa di carnevale. Cerca di accontentarti, come già facesti a Betlemme con pochi pastori che ti adoravano estasiati. Ci saranno anche quest’anno, te lo promettiamo. Al suono delle campane correremo alla Messa di mezzanotte, perché tu nasca nel nostro cuore.
Vostro Padre Livio

Il Mondo che vorrei

Visto che tutti parlano di guadagnare on-line io vorrei parlare di come arricchire lo spirito:
Voglio parlarvi del mondo che vorrei
Vorrei che tutti gli amici fossero felici,
vorrei che si smettesse di pensare a se stessi,
vorrei che finissero i desideri di conquista
il mondo è già nostro e lo stiamo distruggendo.
Vorrei che la gente pensasse solo ad amare
vorrei che si pensasse a questi poveri bambini
abbandonati e sbattuti da tutte le parti.
Vorrei che si finisse di abbandonare gli animali
che loro restano la e aspettano un padrone
che non tornerà mai.
Vorrei tornasse il sorriso sul viso della gente
vorrei che finissero le cattiverie e le sopraffazioni.
Vorrei cose che non accadranno mai.
Forse un giorno quando il sole finirà di brillare
forse un giorno in cui spariranno tutti gli alberi sulla terra
forse un giorno in cui ci sarà tutto cemento
forse un giorno in cui smetteremo di respirare
perche' non ci sarà più ossigeno.
Forse solo allora penseremo che quello che si poteva fare non è stato fatto.

il cavaliere solitario

domenica 6 novembre 2016

Il Cavaliere Solitario

Il cavaliere solitario è un cavaliere senza tempo e alberga nel cuore di ognuno di noi. E' colui che non ha paura di dire la verità, che lotta per la giustizia e per la sua dama, è colui che non si compra con il denaro ma solo con l'amore. In ogni epoca nella storia della terra c'è sempre stato un cavaliere, odiato, invidiato, per tutto quello che gli altri non potevano essere. Qualcuno ha sempre cercato di ucciderlo, ma lui è sempre risorto, magari con altre sembianze, ma non morirà mai perché se morisse lui morirebbe la speranza di un mondo migliore.
il cavaliere solitario

lunedì 19 settembre 2016

Noel

Le ciel est noir, la terre est blanche.
Cloches, carillonnez gaîment!
Jésus est né; la Vierge penche
Sur lui son visage charmant. 


Pas de courtines festonnées
Pour préserver l’enfant du froid;
Rien que les toiles d’araignées
Qui Pendent des poutres du toit. 

Il tremble sur la paille fraîche,
Ce cher petit enfant Jésus,
Et pour l’échauffer dans sa crèche
L’âne et le bœuf soufflent dessus. 

La neige au chaume pend ses franges,
Mais sur le toit s’ouvre le Ciel,
Et, tout en blanc, le chœur des anges
Chante aux bergers: ‘Noël! Noël!’ 

Theophile Gautier

Dopo tanti anni ho ritrovato la mia poesia di Natale preferita
Credo di averla studiata alle elementari.

il Cavaliere Solitario

La vita

La vita è un continuo lottare contro il male,
ti crocifiggeranno migliaia di volte
perché sei migliore di loro.
Ti oltraggeranno perché sei più intelligente

Ti  emargineranno
perché hanno paura che tu dimostri loro
che quello che fanno è sbagliato.
Hanno paura perché sei la voce
della loro coscienza e cercheranno di metterti a tacere.
Non avranno pace fino a quando non ti annienteranno,
ma non sanno che il male gli si ritorcerà contro.
E tu a dispetto di tutto e tutti
continuerai per la tua strada
e resisterai a tutto.
Ne uscirai malconcio ma vivo
e ti rialzerai sempre
ogni volta che ti getteranno in terra.

Il Cavaliere Solitario

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